Applausi ed emozioni per La Bottega dell’Orefice. Martedì sera, presso il Teatro “Mario Scarpetta” celebrato il traguardo dei 20 anni.

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Una serata densa di emozioni, di ricordi, di applausi. Martedì 24 marzo, il Teatro comunale “Mario Scarpetta” di Sala Consilina ha aperto le sue porte per festeggiare i 20 anni della struttura “La Bottega dell’Orefice”. Un evento fortemente voluto dalla Cooperativa sociale L’Opera di un Altro per raccontare due decenni di impegno sulla salute mentale. Una storia iniziata il 5 dicembre del 2005 come opera segno della Caritas diocesana di Teggiano-Policastro.

La serata è iniziata con i saluti di Alfonso Mare. Emozionato e felice. Fu lui venti anni fa il primo ospite di quella che fu da subito chiamata La Bottega dell’Orefice, nome tratto dall’omonimo testo teatrale scritto nel 1960 da Karol Wojtyla poi divenuto Papa Giovanni Paolo II.

 

Subito dopo è stato proiettato il documentario “Guardate i gigli del campo” del regista Daniele G.De Stefano. Un lavoro realizzato a partire da luglio del 2025 e che ha mostrato la quotidianità delle persone con disagio psichico che vivono ogni giorno La Bottega dell’Orefice. Il documentario, ha anche raccolto le testimonianze di coloro che hanno svolto o stanno svolgendo il percorso riabilitativo nell’ambito della cosiddetta Doppia diagnosi. Sul palco insieme a De Stefano anche gli psicologi Walter Di Palma e Antonio Caggiano.

 

Il dibattito si è aperto con i saluti di Domenico Cartolano,  sindaco del Comune di Sala Consilina. «Noi enti abbiamo il dovere di collaborare con queste realtà che sono il futuro delle nostre società». Ad intervenire anche Michele Di Candia Presidente del Consorzio sociale Vallo di Diano, Tanagro e Alburni che ha sottolineato l’impegno  nell’erogazione di servizi. «Il nostro territorio è attento e sensibile alle problematiche. Le istituzioni ci sono».

 

 

A dare il suo saluto alla platea anche Antonio Mautone, direttore dell’UOSM C/5 Eboli Contursi Terme.

 

Domenico D’Amato, presidente della Cooperativa sociale L’Opera di un Altro ha ricordato la data del 5 dicembre del 2005. «Ci sono tante persone che c’erano e le troviamo qui questa sera. E questa è la testimonianza di quali sono i frutti che quella storia ha dato a questa comunità».

 

«Questa storia– ha detto Don Vincenzo Federico – appartiene unicamente ai ragazzi che  vivono e abitano La Bottega dell’Orefice perché loro sono i veri protagonisti…perché niente è nostro, proprio niente. Questa è la chiave di questa serata e di quest’incontro. Questa è la ragione che ci ha spinti 20 anni fa ad osare. (…) ci siamo accorti della vita di queste persone e non abbiamo volto lo sguardo dall’altra parte».Don Vincenzo ha voluto approfondire il senso del titolo del documentario “Guardate i gigli del campo” tratto dal Vangelo di Matteo. «Siamo stupiti da questa umanità. Chiamati a contemplare».

 

Tra gli ospiti anche Antonietta Grandinetti, direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Asl di Salerno e vicepresidente dell’Ordine degli psicologi della Campania che si è soffermata sul lavoro del Servizio specialistico per soggetti adulti in doppia diagnosi avviato dalla Cooperativa L’Opera di un Altro nel 2023 « È la prima struttura accreditata come doppia diagnosi sul territorio dell’Asl di Salerno, una delle prime in Campania. È una struttura inserita nel territorio».

 

Giulio Corrivetti, Direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’Asl di Salerno in riferimento all’esperienza in atto sul territorio del Vallo di Diano ha parlato di un « triangolo virtuoso di spiritualità, umanesimo e competenze ».

 

Tra i relatori anche Andrea Fiorillo, ordinario di psichiatria dell’Università degli studi della Campania “Luigi Vanvitelli” e presidente dell’European Psychiatric Association. «Quello che fate qui è una cosa enorme. È una realtà entusiasmante. Venti anni di attività non sono pochi. Il vento per la salute mentale sta cambiando. Oggi si lavora molto sulla prevenzione e sulla promozione della salute fisica e mentale» Fiorillo ha rimarcato l’importanza della collaborazione. «Oggi siamo tutti coinvolti, oggi siamo in grado di fare diagnosi precoci e di precisione, di fare piani di cura individualizzati. È questo il futuro della salute mentale».

 

Le conclusioni sono state affidate a Mons. Antonio De Luca, Vescovo della Diocesi di Teggiano-Policastro. «Vorrei esprimere un sincero e grato ringraziamento a chi da anni lavora su questa prospettiva che è partita come un’Opera segno con Don Vincenzo e con i giovani che si incamminarono con lui, Mimmo D’Amato, Lucia Patrone. Con questa iniziativa si è voluto mettere al centro la fragilità della persona ma anche un significativo sostegno alle famiglie spesso lasciate sole».

 

L’evento è stato patrocinato dal Comune di Sala Consilina, dall’Asl di Salerno e dall’Ordine degli Psicologi della Campania e da Cdo Opere Sociali.

Stefania Marino

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