Il laboratorio di alimentazione “Noi siamo ciò che mangiamo” del progetto “ Nostra Madre Terra” volge al termine. Negli 8 comuni dove si sono svolte le attività i bambini accompagnati dai docenti si sono addentrati nel mondo del cibo, sviscerandone i tanti aspetti, dalle origini fino alle sue trasformazioni. Riflettori puntati sulla piramide alimentare e sulla Dieta Mediterranea.
Entusiasta Roberta Vigna, docente presso il Laboratorio del Gruppo NMT di Padula. Quali sono stati gli argomenti maggiormente trattati? «Ci siamo concentrati su argomenti pratici con cui i ragazzi si trovano a convivere ogni giorno per aiutarli a fare scelte alimentari quotidiane “consapevoli”, che uniscano piacere e responsabilità. Li abbiamo accompagnati in un percorso di conoscenza dei cibi, della loro origine, delle tecniche di lavorazione e dei produttori. I ragazzi hanno analizzato e confrontato le etichette nutrizionali dei prodotti che maggiormente consumano ed hanno acquisito una maggiore consapevolezza dell’importanza delle lettura delle etichette alimentari prima di acquistare un prodotto, come gesto di prevenzione e tutela della propria salute» Oltre a ciò i ragazzi si sono trasformati in “panettieri per un giorno”, hanno impastato con la lievitazione madre diversi tipi di farine (Farina 00, semi integrale ed integrale) e hanno anche creato un piccolo orto didattico, dove sono state piantate erbe aromatiche, prezzemolo e basilico, pomodori, melanzane e fragole. «Hanno arricchito così la loro conoscenza sui valori nutrizionali di frutta e verdura e sull’importanza del concetto di stagionalità e convivialità».
A Monte San Giacomo il laboratorio di Alimentazione è stato condotto da Salvatore Iacontino, specializzando in Biologia presso l’Università degli studi di Salerno, precedentemente laureato presso l’Università Parthenope di Napoli. Quali sono stati gli argomenti maggiormente trattati durante il Laboratorio? «Principalmente è stato trattato il ruolo delle biomolecole all’interno del nostro corpo e quindi come vengono utilizzati i nutrienti. In seguito è stata compresa l’importanza che cereali, carni e grassi (in particolare l’olio d’oliva) svolgono all’interno della dieta. Alcune lezioni hanno riguardato la territorialità dei prodotti, la stagionalità e i prodotti tipici del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.»Le attività hanno favorito aggregazione e socializzazione tra i partecipanti? «Si, hanno contribuito sicuramente a rafforzare i rapporti di amicizia che li legavano già prima di partecipare al laboratorio» Un ricordo che ti porterai nella memoria? «Tutto il divertimento e le risate, la loro curiosità ed intraprendenza».
Vincenzo Mugno è stato il docente di “Noi Siamo ciò che mangiamo” a Casalbuono. Agronomo e Docente nelle Scuole Medie e Superiori. «Mi sono appassionato alle Scienze dell’Alimentazione durante il percorso di studi universitari, spesso collaboravo con i colleghi del corso di Laurea di Scienze e Tecnologie Alimentari nel laboratorio di Analisi Sensoriali. » Quali sono stati gli argomenti maggiormente trattati? «Sono stati trattati un po’ tutti gli argomenti riguardanti le Scienze dell’Alimentazione, ho ritenuto opportuno trattare con particolare riguardo la Dieta Mediterranea, Patrimonio Immateriale dell’Umanità, perché ritengo che sia una dieta sana e apporta tutti i principi nutritivi in modo equilibrato al nostro organismo. Si tratta di un tipo di alimentazione sperimentata dai nostri avi da diversi secoli, che associata ad una costante attività fisica, con il duro lavoro nei campi, permetteva alle passate generazioni di vivere una lunga vita in ottima salute». Quali sono state le attività che a suo avviso hanno avuto maggiore riscontro tra i partecipanti? «Le attività pratiche di laboratorio, i ragazzi sono molto creativi e non amano stare solo seduti in un banco ad ascoltare lunghi discorsi pomposi e carichi solo di nozioni teoriche, preferiscono sperimentare in modo attivo: conoscere le scienze dell’alimentazione attraverso esperimenti di laboratorio.»
Raffaele Cammardella è il docente del Laboratorio di alimentazione “NOI SIAMO CIO’ CHE MANGIAMO” svoltosi in orario pomeridiano a Polla presso la Biblioteca comunale “Don Milani”. «Tra gli allievi erano presenti anche quattro ragazzi bangalesi, pertanto, tra gli obiettivi si è dovuto costruire un percorso di socializzazione e di inserimento sociale dei ragazzi minori stranieri non accompagnati. Tale aspetto, ha sicuramente arricchito gli incontri da un punto di vista sociale ma, nel contempo ha richiesto uno sforzo supplementare nella trattazione degli argomenti previsti, perché ovviamente i ragazzi stranieri provengono da culture diverse dalla nostra. Ad esempio, spiegando il concetto di “dieta mediterranea”, hanno dovuto comprendere prima i prodotti che ne fanno parte e poi l’importanza a livello nutrizionale» Cammardella spiega come sia stato importante utilizzare strumenti innovativi e proiezioni di filmati multimediali. Ricco il contenitore degli argomenti trattati: i principi nutritivi proteine, grassi, carboidrati, vitamine e sali minerali, con discussione e consigli sui pasti della giornata; l’importanza della frutta e della verdura in cima alla piramide alimentare e come fonte di vitamine e minerali essenziali per l’organismo. E ancora «che cosa è un prodotto tipico e quale è la particolarità del suo gusto legato alle tradizioni e alla cultura di un posto: carciofo bianco di Pertosa, fagiolo di Casalbuono, broccoli salesi, peperoni di Teggiano». Tra gli argomenti anche la dieta mediterranea certificata per il suo valore culturale dall’UNESCO (che nel 2010 l’ha inserita nella lista dei patrimoni immateriali dell’umanità) i diversi tipi di latte, i prodotti lattiero-caseari: burro, ricotta formaggi, yogurt, ecc… e la loro importanza da un punto di vista nutrizionale. Il laboratorio è stato ulteriormente arricchito con strumenti e materiali didattici e soprattutto con attività di riconoscimento diretto dei prodotti: sementi di cereali e leguminose, ortaggi e frutta di stagione . «È stata una esperienza di arricchimento per tutti gli attori del gruppo, compreso il sottoscritto – conclude Cammardella- in quanto nonostante uno sforzo iniziale dovuto alla semplificazione di concetti scientifici, successivamente si è riscontrata un’ampia soddisfazione dall’interazione creatasi».
Marcello Caggiano è il docente del Laboratorio di alimentazione di Auletta. Qual è stato l’approccio dei partecipanti al Laboratorio di Alimentazione? «Molto buono, hanno mostrato interesse e partecipato in forma attiva alle lezioni»Quali sono stati gli argomenti maggiormente trattati? «Salute, alimentazione, valori per una vita civile e cosmopolita» In quali modalità il laboratorio si è interfacciato con il territorio e con le sue caratteristiche?«Studiando la storia, toccando e assaporando prodotti tipici del territorio e che hanno fatto la storia di questo paese, nonché mantenuto la sua economia».
A Buonabitacolo, il Laboratorio di Alimentazione è stato svolto da Federico Russo Biologo Nutrizionista iscritto all’albo dei Biologi, laureato in Tecnologie alimentari e magistrale in Scienze dell’alimentazione e nutrizione umana. Di è dice «Vivo in Lombardia, ma non perdo l’occasione per tornare e condividere iniziative che possano far crescere il nostro territorio». Federico, qual è stato l’approccio dei partecipanti al Laboratorio di Alimentazione?«I ragazzi si sono da subito mostrati interessati agli argomenti affrontati e hanno partecipato in maniera attiva alle diverse attività di laboratorio, nonostante la giovane età» Quali sono stati gli argomenti maggiormente trattati? «Abbiamo parlato dei principi di una sana alimentazione, imparato a conoscere il significato di termini comuni utilizzati in ambito alimentare, studiato le caratteristiche e le funzioni dei macro/micronutrienti, accennato alcuni meccanismi alla base dei processi digestivi. I ragazzi hanno imparato a conoscere le differenti tipologie di cereali e legumi, osservandoli in fattoria. Hanno capito come analizzare e interpretare le etichette nutrizionali e come osservare i processi produttivi di conserve, confetture e marmellate» Quali sono state le attività che a suo avviso hanno avuto maggiore riscontro tra i partecipanti?«Senza dubbio le attività all’aperto, come la visita alle Aziende locali o alla Conserveria, con assaggio dei prodotti. Hanno manifestato entusiasmo anche nello svolgere giochi di gruppo in laboratorio.» In quali modalità il laboratorio si è interfacciato con il territorio e con le sue caratteristiche? «Coinvolgendo le realtà della zona, permettendo ai ragazzi di osservare e toccare con mano tutto ciò che avviene all’interno di strutture che oggi ai loro occhi possono sembrare distanti da una realtà fatta di social, tv e console.»
Adele Breglia ha svolto il laboratorio di alimentazione a Sanza. Laureata in biologia presso l’Università Federico II di Napoli svolto un corso di perfezionamento in nutrizione umana presso B.H.C. Bain Health Centre. «Nel mio lavoro mi sono sempre occupata di alimentazione, soprattutto degli aspetti legati alla sicurezza alimentare. Seguo infatti, come consulente diverse aziende alimentari.» Qual è stato l’approccio dei partecipanti al Laboratorio di Alimentazione? «Molto positivo, i ragazzi che hanno frequentato erano molto interessati agli argomenti trattati. Abbiamo trattato la differenza tra alimentazione e nutrizione, l’importanza della merenda, l’etichettatura degli alimenti, i prodotti della tradizione» Quali sono state le attività che a suo avviso hanno avuto maggiore riscontro tra i partecipanti? «Sicuramente le attività pratiche. Quando i ragazzi hanno avuto la possibilità di sperimentare praticamente ciò che gli veniva trasferito come informazione hanno partecipato con interesse alla lezione.»I ragazzi di Nostra Madre Terra hanno sperimentato l’azione dei lieviti e hanno costruito a partire dalla ricetta l’ etichetta alimentare di una torta fatta da una mamma. Il calcolo dei valori nutrizionali è stato fatto dai ragazzi. In quali modalità il laboratorio si è interfacciato con il territorio e con le sue caratteristiche? «Ho cercato di far conoscere ai ragazzi alcuni dei prodotti del nostro territorio, come l’olio di oliva. Premesso che nel nostro territorio una buona parte degli abitanti ha una produzione propria dell’olio di oliva, ho chiesto ai ragazzi di portare ciascuno il proprio olio ed abbiamo effettuato degli assaggi, scoprendone le differenze.» Una giornata, un episodio, rimasti impressi nella mente. «La prima merenda a base di pane pomodoro e olio. Dopo i primi due giorni in cui i ragazzi arrivavano con merende assai poco salutari, tipo merendine confezionate, pacchi di patatine ecc. ho deciso di organizzargli io la merenda a base di pane pomodoro e olio (la nostra merenda estiva per tradizione). Uno dei ragazzi ha cominciato a fare i capricci dicendo che lui non la mangiava perché non gli piaceva, in effetti non l’aveva mai assaggiata. Così simo arrivati ad un compromesso: una fettina, la dividiamo io e te! E così abbiamo fatto. Dopo un po’ vedo lo stesso bambino che comincia a strofinare il pomodoro su un’altra fetta di pane aggiunge l’olio e mangia di gusto! E’ stata una vera soddisfazione.»
Stè.Mar.
